I chili emotivi: quanto pesano le emozioni sulla corretta alimentazione

Spesso mangiamo in modo scorretto anche quando la nostra testa sa bene cosa sarebbe giusto fare per non accumulare chili di troppo. Ma allora perché continuiamo a mangiare in modo spropositato? Il punto è che il nostro rapporto con il cibo ha a che fare non solo con il pensiero razionale, cioè la testa, ma anche con la “pancia” , cioè le emozioni.

Infatti non possiamo pensare al cibo solo nella sua funzione biologica di nutrimento per la sopravvivenza, poiché viene investito da molti altri significati e va a soddisfare altri tipi di bisogni.

Per esempio capita che ci consoliamo con il cibo e che mangiare diventi quasi un “calmante” ed una distrazione dalle emozioni negative. La sua efficacia però è solo momentanea, perché subito dopo compaiono altre emozioni spiacevoli quali il sentirsi in colpa e la disistima e queste ri- innescano il circuito del mangiare compulsivo.

E’ come se, invece di ascoltare le nostre emozioni spiacevoli, come l’ansia, la rabbia,la tristezza, e la noia cercassimo di silenziarle con il cibo e consolarci con questo.
Oppure capita che usiamo il cibo per procurarci delle emozioni e delle sensazioni piacevoli, cercando si prolungarle il più possibile, tanto da non riuscire più a fermarci!.

Pertanto è importante capire quando questo avviene e poter liberare la nostra alimentazione dal “peso” emotivo che ci fa ingrassare.


Impariamo in questo modo non solo ad avere un rapporto più equilibrato con il cibo ma anche con il nostre emozioni.

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